di Luigi Orabona

 

 

Quale aspettativa?

Vedo che il tempo incalza
e schiaccia i miei anni,
uno dopo l’altro,
sotto il suo peso egemone,
senza permettere
a niente e a nessuno
di arrestarlo nella sua corsa.

Esso, così facendo,
affretta il mio percorso
verso quella che sarà
la mia meta finale,
dove non mi sarà concesso
di aspirare ad altro
e di proporre alternative diverse.

Reazioni psichiche a catena,
andando verso l’ignoto,
con un moto vorticoso
mi assaltano e mi turbano
senza darmi tregua,
come se volessero violare
la mia fine naturale.


Ma posso sapere dove
questo trambusto esistenziale
intende condurmi,
calpestando la mia volontà?
Voglio almeno sperare
che non costituirà esso per me
il crollo di ogni aspettativa!