di Luigi Orabona

 

 

In attesa dell’aldilà

È tempo di preparare la valigia
e aggiustarvi dentro con calma
le poche cose che mi serviranno
nel mio ultimo ignoto viaggio
che affronterò per la prima volta,
senza conoscerne neppure la meta.

Anche se non sono molti i nomi
che si vogliono ad essa assegnare,
essendo ciascuno conteso
da una differente fede religiosa,
non parteggio per nessuna di loro
e continuo a chiamarla l’aldilà.

Nonostante io non ancora
vi abbia preso stabile dimora,
lo stesso sono tante le domande
che ogni dì mi rivolgo pensieroso
circa la sua natura spirituale
e il luogo dove essa è ubicata.

È come se volessi a ogni costo
scorgere un ponte tra le due realtà
per potermela meglio immaginare
nella sua essenza ultraterrena,
con la dolce prospettiva d’intravedervi
ciò che a me interessa maggiormente.

Vorrei che il mio nuovo sentire
mi regalasse finalmente la pace,
senza essere più bersagliato
dalla bolgia di questo mondo caotico,
che per millenni ha solo conosciuto
aspre guerre, malattie e carestia.