di Luigi Orabona

 

 

Agli sposi

La gente è solita augurare
a voi che convolate a giuste nozze,
benessere, salute e figli maschi,
anche perché questa è la tradizione;
né io, sebbene sia alieno
dal sottopormi alle convenzioni,
voglio evitare di farlo,
sottraendomi improvvidamente
a un mio dovere di natura sociale.

Ma, insieme con i migliori auguri,
voglio farvi pervenire il mio monito
che non potrà non risultarvi
superiore a ogni formula augurale,
dovendo esso fare breccia
nel vostro intimo e nella vostra mente,
al fine di guidarvi con passo sicuro
nella vostra vita di coppia
e nelle traversie che vi tiene in serbo.

Non aspettatevi, o miei cari sposi,
da un matrimonio iniziato
all'insegna dell'ilarità nel cuore
che esso continuerà per l'intera vita
a donarvi fragranza, miele e gioia;
vi garantisco che, se lo faceste,
vi trovereste voi a fronteggiare
la vostra delusione pił amara
e a pentirvi del vostro errore.

Io desidero mettervi in guardia
che il matrimonio è anche ben altro
che esula dalla spensieratezza
e non sa cosa sia la felicità;
anzi, sperimenterete in seno ad esso
che, per mandare avanti una famiglia,
occorrono soprattutto grandi sacrifici,
dalla cui sopportazione dipende
il duraturo rapporto di coppia.