di Luigi Orabona

 

 

Solo ora

Solo ora che titubante
mi vado approssimando
al brumoso crepuscolo
dell’esistenza umana,
sono sollecitato a chiedermi
che cosa ne sarà di me,
dopo che avrò chiuso i conti
con questa mia vita terrena.

La risposta, come è logico,
non posso darla per scontata
perché l’arcano avviluppa
tutto ciò che consegue
alla morte degli uomini,
trovandosi esso sepolto
dove all’umano concepire
non è consentito di sondare.

Solo ora che m’intravedo
ad un tiro di schioppo
dalla mia ultima meta,
una moltitudine di pensieri,
dopo avermi assalito,
si mettono a tumultuare
nella mia mente già provata
dal fardello degli anni.

Non sono essi più baldanzosi,
come quando da giovane
mi sentivo in grado di piegare
il mondo intero ai miei piedi;
mentre si sfaldano nel nulla,
li avverto in me assai sfibrati,
nonché privi del tutto
del loro vigore adamantino.