di Luigi Orabona

 

 

Giorni negativi

Si soffermano i miei pensieri
sopra cocci di esistenza,
che ebbero come passato
il fosco palcoscenico
di una vita vissuta male.

A quel tempo, i miei mattini
non venivano svegliati
dal sole della speranza,
la quale si sentiva confinata
nel budello della disperazione.

Né riuscivano le giornate
a presentarmi un quadro
di una diversa situazione,
ma m’instillavano indifferenti
l’amaro del disinganno.

Nel loro lento trascorrere,
erano esse intente unicamente
a sogghignarmi in faccia,
non rinunciando a calpestare
i miei propositi migliori.

Quanto agli spenti tramonti,
divenuti non più infuocati,
preferivano essi infondermi,
senza per niente impietosirsi,
un sacco di triste malinconia.

Poi alla fine le buie notti,
divorando ogni mio pensiero
con una sadica crudeltà,
venivano a porre termine
ai miei giorni svuotati!