di Luigi Orabona

 

 

Mente in dissesto

L'oblio della mia trascorsa esistenza
ha iniziato infine a spadroneggiare
nella mia debole mente confusa;
essa non riesce più ad appigliarsi
a qualcosa di stabile e concreto.

Non ne viene comunque strapazzata,
proprio come se venisse investita
dal violento turbinio della tempesta,
oppure come se si ritrovasse ad essere
la vittima sballottata di un naufragio.

Ma la scorgo percorrere disorientata
regioni senza nome e senza tempo;
mentre le attraversa, si va chiedendo
se per caso non l'abbia abbandonata
il cosiddetto lume della ragione.

Intanto che vive la sua inefficienza
che la presenta vacillante a sé stessa,
si va la mia mente rendendo conto
che valgono ben poco i suoi sforzi
a farla ritornare quella di una volta.

Così rinuncia ai progetti di sempre
che hanno perduto il loro spazio
nella sua nuova strana situazione:
essa predilige i momenti di lassismo
in campo fisico e intellettuale.

Per questo trascorre il suo tempo
a contemplare i suoi pensieri,
che sono impotenti a spaziare
in quei campi dove germinano
i lampi di genio e le idee brillanti.