di Luigi Orabona

 

 

Esistenza in rovina

Frotte di pensieri,
sospinti dal vento della curiosità,
navigano in un mare senza fine
in balia della burrasca,
che incalza ed infuria
davanti al fervente impulso
della mia fantasia.

Allora mi sento un naufrago,
che arranca tra le onde
prodotte dai moti dell’animo
e lotta pervicacemente
contro le spire del subconscio:
vorrebbero esse strapparlo
alla mia offuscata coscienza.

Il crepuscolo biologico
avanza deciso nel mio corpo,
rendendolo derelitto
e non più in grado di opporsi
agli acciacchi e alle beffe
che senza sosta gli derivano
dalla sua attuale esistenza.

Il mio essere spirituale
vaga tra incerti tramonti
pervasi di denso grigiore;
il suo rosso infuocato oramai
fa fatica ad affiorare
alla superficie di un’età
protesa sul buio della notte.