di Luigi Orabona

 

 

Sfido il tempo

Non sempre al tempo dittatore
mi sottopongo supino
per permettergli di fare di me
tutto ciò che desidera,
anche se da anni ho superato
la mia età matura.

Lo so che le mie membra
non sono più sode
e i miei muscoli oramai
si presentano flosci,
per cui la stabilità del mio corpo
è malferma e insicura.

Sono essi i segni evidenti
del mio nemico invisibile
che mi corrode l’organismo
simile a tarma silenziosa,
allo scopo di arrecare danni
alla mia parte psicofisica.

Ma ho ancora uno spirito
che si manifesta ardimentoso
nella mia interiorità;
non accenna esso a invecchiare,
ma si mostra molto giovanile
in ogni sua decisione.

Così sfido, grazie ad esso,
il tempo aggressivo,
dimostrandogli ogni momento
che c’è in me un intelletto
che non si lascia scalfire
dalla sua prepotenza ingiuriosa.