di Luigi Orabona

 

 

Penso di me

Vivo e non vivo,
non so che cosa fare,
allora mi dedico a pensare
ed entro così nel turbine
della mia mente cogitabonda;
essa è assalita oramai
da raffiche di burrasca,
che si danno a massacrarla
senza alcuna moderazione,
essendo il suo intento
quello di farla capitolare.

Non so se esse riusciranno
a prendere il sopravvento,
scombussolando alla fine
la mia gracile esistenza,
come è loro intenzione;
ma se resisto, non facilmente
mi farò sconfiggere
da simili forze dell’aria,
sebbene si dimostri il loro assalto
fieramente gagliardo
e voglia insistere a oltranza.

La mia situazione è precaria
e dubito francamente
che io possa tener testa a lungo
ai tanti frangenti aggressivi;
se per ora non posso affermare
che delle circostanze decrepite
avviluppano il mio essere,
non posso neppure negare
che il mio stato attuale
può essere paragonato
a un edificio fatiscente.