di Luigi Orabona

 

 

L’uomo e il giorno

Rosseggia il tramonto,
prima che l'imbrunire
renda buio il cielo
e la notte poco dopo
avviluppi il giorno
con il suo manto oscuro.

Similmente al giorno
procede l'essere umano,
le cui fasi evolutive
corrispondono appieno
alle singole parti
di tale frazione di tempo.

Va così intesa l'alba
come la nascita dell'uomo,
mentre rappresenta il mattino
la sua fanciullezza
e le ore prossime a mezzodì
ne esprimono la giovinezza.

La sua età adulta
rifulge invece nel meriggio,
al cui segue il tramonto
che è la sua anzianità;
ma la sua vecchiaia
si riscontra nell'imbrunire.

S'identifica infine la notte
con la sua morte;
per cui, come la prima
divora la luce diurna
così la seconda soffoca
la vita dell'uomo.

Ciò mi fa rendere conto
che il mio capolinea
è già all'orizzonte
e lo intravedo sempre più vicino
con la sua grande aureola
assai cupa e tenebrosa.