di Luigi Orabona

 

 

Ha smesso…

Ha smesso ogni monte di ergersi
nell'azzurro terso e infinito
di un cielo sfavillante di luce,
poiché l'ho visto sparire
nelle dense ombre crepuscolari
in cerca del buio più pesto.

Ha smesso il mare di darsi
alla sua piatta bonaccia
ed essere delizia dei navigli;
ma hanno iniziato delle alte onde
a tempestarlo di burrasca
aggressiva e devastante.

Ha smesso l'aria di essere
immota e solcata da uccelli
dediti ai loro voli spensierati,
poiché delle raffiche di vento
hanno iniziato a imperversarvi
con forza e con urlio chiassoso.

Ha smesso la verde campagna
di far mostra dei suoi colori
in una pacata armonia,
poiché l'ho vista immiserirsi
nella tregenda degli elementi
che l'azzannavano voraci.

Ha smesso la città di gustarsi
quella piena quiete delle strade
che è consentita solo di notte,
poiché il trambusto diurno
l'ha resa a un tratto preda
del chiasso più indiavolato.

Ha smesso anche il mio animo
di vivere la sua esistenza
colma di dolcezze ineffabili,
poiché l'ombra della tristezza
è venuta a soggiogarlo
e ad affogarlo nel pessimismo.