di Luigi Orabona

 

 

Mio Dio

Mio Dio,
creatore di quest'opera stupenda
che è il nostro universo,
preso da uno slancio paterno
amorevolmente hai creato
anche gli esseri umani,
che ora riconoscenti
avvertono di essere tuoi figli;
perciò con amore filiale,
ma con fede e devozione,
a Te fanno pervenire
la loro lode di ringraziamento.

Mio Dio,
molti ignorano il rapporto
che hai voluto instaurare
tra Te e le tue creature
e che, per un senso di giustizia,
si è sempre voluto basare
sulla tua assoluta estraneità
a quanto si verifica nel mondo;
ma prima ti sei adoperato
perché in ciascuno di noi
ci fosse già dalla nascita
la coscienza del bene e del male.

Mio Dio,
in molti abusano del tuo nome
e peccano di presunzione,
specialmente quando dichiarano
di essere stati da Te miracolati,
magari con l'intercessione di altri;
ma essi davvero non sanno
che, ostentando ai quattro venti
la loro posizione di privilegio,
non ti si mostrano affatto grati,
invece così facendo offendono la tua giustizia.

Mio Dio,
le religioni sorte per glorificarti,
delle quali non posso
che apprezzarne il nobile gesto,
spesso travisano la verità
e fanno passare per tuoi voleri
certi loro insensati precetti;
qualcuna addirittura dichiara
di poter giovare dietro compenso
a quelli che già sono morti,
quando invece si sa che per loro
non c'è più possibilità di riabilitarsi.

Mio Dio,
dopo che avrò lasciato il mio corpo,
non so di quale nuova esperienza
vorrai Tu rendermi partecipe,
ma spero che vorrà essere per me
il dono della tua grazia divina;
così, dopo che si sarà compiuta
la mia breve missione terrena
e anche sarò stato accolto
dall'abbraccio tuo paterno,
inizierò finalmente a bearmi
del tuo gaudio ineffabile.