di Luigi Orabona

 

 

Pragmatico e razionale

A volte, scandagliando il mio intimo,
mi sento estraneo perfino a me stesso,
ossia non so riconoscermi per niente
per quello che io sono effettivamente;
ma mi scorgo un essere assai diverso
dall'uomo che sono abituato a stimarmi.

Passo a comparare l'uno e l'altro essere
che spesso in me intravedo avvicendarsi,
facendo balzare la mia instabile esistenza
da una realtà all'altra del mio subconscio,
il quale mi sembra che ci provi gusto
a darmi in pasto ora all'una ora all'altra.

Stando alla prima, io sarei un realista
che ama calarsi nel concreto delle cose;
perseguo perciò per via empiristica
quei dati di fatto che solo l'esperimento
ci permette, senza alcun errore apparente,
di valutarli secondo il rigore scientifico.

Invece la seconda è pronta ad asserire
che io posso essere soltanto un idealista,
votato completamente ai valori astratti;
ma sarei anche un autentico razionalista
che ripudia ogni forma di pragmatismo
e predilige i suggerimenti della ragione.

Se allora entrambe, in tempi differenti,
coesistono in me senza sorta di problemi,
devo fare in modo che esca da entrambe
una sintesi che mi permetta di essere,
senza difficoltà e nel medesimo tempo,
un uomo sia pragmatico che razionale.