di Luigi Orabona

 

 

Il mio destino

Sono destinato, come osservo,
a non essere mai me stesso,
ma ad apparire mutevole
e sfuggente nel tempo
perché questo è il mio destino,
il quale si diverte a negare
alla mia attiva esistenza
una stabilità duratura.

Né io posso ribellarmi
e muovere contro di esso
una reazione efficace,
siccome impari risulterebbe
l'accanita e fiera lotta
che verrei ad ingaggiare
contro un nemico che detesta
il sapore della sconfitta.

Allora mi piego ad esso
con tiepida rassegnazione,
non essendo mia intenzione
farmi del male o spezzarmi;
intanto mi vado augurando
di non vederlo mai assalirmi
e infierire contro di me
con durezza inesorabile.

In verità non vorrei
che si mostrasse la sorte
di un'asprezza intollerabile
verso la mia persona;
invece preferirei che essa
mi servisse già realizzati
sopra un piatto d'argento
tutti i miei sogni di gloria!