di Luigi Orabona

 

 

facile...

È facile sproloquiare
con termini che sono
discordi tra di loro,
rimestarli di proposito
nel modo più assurdo
e ricavarne un pastone
adatto solo ai porci,
con il chiaro intento
di farlo poi passare
per autentica poesia.

È facile storpiare
senza alcun riguardo
la nostra madre lingua,
usarla abusivamente
senza alcun significato,
con il gusto di accozzare
vocaboli che disdegnano
il piacere di stare insieme,
pur di convincerci a ogni costo
di aver creato poesia.

È facile far piangere
il nostro schietto spirito,
spingendolo in un baratro
di nullità grottesche
che si vogliono spacciare
per effusioni poetiche
pervase di lirismo;
invece non hanno esse
nulla a che vedere
con la buona poesia.

È facile isterilire
i nostri pensieri,
esprimerli con frasi
insipide e scoordinate
per farli apparire
agli occhi della gente
più acuti e profondi,
capaci di farci stimare
dai nostri lettori
i geni della poesia.