di Luigi Orabona

 

 

Sconcerto

Così giunse inatteso
il terribile pronostico
che mi eclissò il sole
insieme con la speranza;
anzi, mi gettò in pasto
ad assurde riflessioni
e scatenò in me assordanti
gl'inferociti boati
della mia disperazione.

Mi folgorò, da capo a piedi,
la tremenda notizia
che mi tempestò d'interrogativi
sul mio nebuloso futuro;
ma ormai lo prevedevo
carico di allarmanti frangenti,
i quali nella testa
già mi si andavano roteando
foschi ed angoscianti.

Essi mi frastornavano la mente,
nonché me la catapultavano
in una realtà pregna
di orridi impatti psicologici
con la mia riluttanza
ad accettarla remissivo;
ma vi scorgevo altresì
dei cataclismi interiori,
che volevano destabilizzarla
e farne un ammasso eterogeneo
di sempre nuove e spigolose
prese di coscienza.

Infine nel mio animo
sopravvennero inclementi
uno sconforto atroce
e una depressione accasciante;
ma chi superbamente
vi fece la parte del leone
fu un imperioso marasma
di amare delusioni
e di altre costernanti sensazioni.