di Luigi Orabona

 

 

Vissi...

Vissi per seguire quell'istinto
che mai mi aveva dato
in nessuna circostanza
delusioni di alcun tipo;
ma sempre era arrivato
senza tante difficoltà
al nocciolo della questione,
riuscendo così a ottenere
sempre il massimo profitto.

Vissi per non disubbidire
alla voce della coscienza
che sempre m'invitava
ad amare il prossimo,
concedendogli l'ospitalità
che gli era dovuta
e prestandogli soccorso
secondo i savi precetti
della carità cristiana.

Vissi non per essere sottoposto
alle angherie di ogni sorta
che mi potevano provenire
da presuntuosi prepotenti;
ma per battermi da leone
contro chi avesse tentato,
in modo del tutto gratuito,
d'impormi i suoi soprusi
e calpestare la mia dignità.

Vissi per combattere le ingiustizie,
stando perciò dalla parte
di coloro che aspiravano
a livellare le classi sociali
e a perseguire la perequazione
salariale e pensionistica,
in nome di quella equità
di cui si faceva garante
la nostra Costituzione.

Vissi per dare il mio sostegno
a chi di fatto intendeva
sotterrare i clamori
dell'odio e della vendetta,
sempre pronti a schiamazzare
nei cuori della gente,
e ad immolarsi ciecamente
con spirito di abnegazione
sul bruciante rogo dell'amore.