di Luigi Orabona

 

 

Momenti difficili

Preso dall'onda dei ricordi,
spesse volte mi capita
di venire catapultato
in taluni momenti
del mio squallido passato,
i quali, allibiti e impotenti,
furono costretti a subire
l'assordante fragore
dell’indemoniata burrasca.

Dopo essersi imbarcati
tristemente e a malincuore
sulla nave che trasportava
soltanto ansia ed angoscia,
avviliti li vidi poi solcare
il mare dell'incertezza
e seguire dopo disorientati
la sola perigliosa rotta
che veniva loro consentita,
ossia quella che dritta
puntava alla remota isola
del vago e dell'indefinito.

Com'era da prevedersi,
il loro periglioso tragitto
non risultò dei migliori,
poiché furono essi costretti
ad assistere di continuo
al fondersi brusco e sinistro
delle acque ribollenti
di quell'immensa distesa.

Ciò si dava a verificare,
intanto che il livido strato
delle nubi sovrastanti
avanzava inarrestabile
e scagliava in ogni angolo
tante folgori impazzite
insieme a sconquassi di tuoni,
proprio come se volesse
incutere un timore immane
alle sottostanti volubili onde,
le quali sulla riva del mare
erano intente a sfogare
la loro rabbia ferina.

Trovandosi nel bel mezzo
di tali frangenti rovinosi,
il mio naviglio esistenziale
vagava senza meta e smarrito,
oltre che traballante;
per cui il più delle volte
mostrava parecchia difficoltà
perfino a difendersi
dalla torma dei nembi
che turbinavano minacciosi
e dall'imperversante furia
degli elementi impazziti,
i quali correvano qua e là
frenetici e senza briglie.

Questi ultimi, tra l'altro,
si agitavano e rugliavano,
intanto che intorno ad esso
si addensavano numerosi,
evitando di nascondere
la loro malvagia intenzione
di volerlo soffocare a ogni costo
nel loro immenso clamore
caotico e frastornante,
bramosi di vederlo emettere
il suo agonico respiro!