di Luigi Orabona

 

 

Negli abissi marini

Su quella immensità marina
si smarrisce il mio sguardo
pienamente atterrito;
ma poi vi s'immerge risoluto
simile a uno scattante dardo
che, uscito dal suo arco,
insegue inesorabile la sua preda.

Cosė impavido lotto contro il mare
e non mi lascio intimorire
né dalle sue onde tempestose
né dal suo terrificante mugghiare;
anzi, sprezzante di ogni pericolo,
mi do ad immergermi senza paura
nei suoi tetri e gelidi abissi.

Oltremodo stupefatto, alla fine
scopro tutti i suoi segreti
da esso gelosamente custoditi
nelle sue profondità infernali,
dove impedisce ad ognuno
di raggiungerli e di profanarli.

Ma quando vengo ad imbattermi
nel macabro e nudo teschio
di un antico navigante,
che in quel suo largo tratto
ebbe la disavventura di naufragare,
mi sento il cuore raggelare
dal prepotente e truce mare.