di Luigi Orabona

 

 

Non invecchia lo spirito

Intanto che il tempo
trascorre lentamente,
senza che da nessuno
possa essere arrestato
oppure venire in qualche modo
scalfito dalle intemperie,
scorgo il mio fisico
che va cambiando aspetto.

È da parecchi anni
che le sembianze giovanili
mi hanno a poco a poco
del tutto abbandonato,
cedendo così il posto
alla stazza dell'anziano,
la quale per fortuna
rimasta forte e gagliarda.

Appaiono sul mio corpo
abbastanza marcati
i segni che testimoniano
l'erosivo passaggio del tempo
che, pur essendo intangibile,
ugualmente vi ha lasciato
i suoi profondi solchi
di evidente trasformazione.

Ma se vedo il mio corpo
fisiologicamente mutato,
lo stesso non posso dire
se mi scruto nello spirito,
poiché in esso non avverto
nessun cambiamento
e continuo a sentirmi
giovane come prima.

Trovo anzi accresciuto
in maniera inusitata
l'intraprendente vigore
delle mie energie intellettive
che vogliono interessarsi,
con l'intento di approfondirli,
alla valanga di temi
etici e socioculturali.

In verità io mi sento
maggiormente portato
a dare libero sfogo
alla mia fantasia,
come pure a prediligere
l'arte creativa
che si rivela catartica
per il prolifico mio spirito.

Perciò intravedo la poesia
che mi coinvolge e mi purifica,
mi sprona a desiderare
dei mondi migliori;
ma anche mi fa elevare
alle vette sublimi
del sentimentale lirismo
e della contemplazione.

Né si comporta da meno
l'interessante narrativa,
che mi libera l'animo
da qualunque angustia;
lo fa poi spaziare,
interamente a proprio agio,
fra tempi e luoghi
oltremodo fantastici.

Quindi, come osservo,
non invecchia lo spirito
che mai non si lascia
travolgere dal tempo;
perfino quando esso
viene ad aggredirlo
con un enorme nembo
di disastrose calamità.