di Luigi Orabona

 

 

Nobile obiettivo

Mai chiederò a madre natura
di risparmiarmi quei compiti
che potrebbero, a parer mio,
rivelarsi i più incresciosi;
come pure in nessun caso
la implorerò di farmi evitare
la serie di disavventure
da me ritenute le più terribili,
dal momento che giammai
mi sono reputato una persona
pusillanime e codarda,
tantomeno abituata a tenersi
lontana da ogni pericolo.

Sia la temerarietà dell'eroe
che l'animosità del guerriero,
fin da quand'ero bambino,
hanno caratterizzato ogni volta
il bellicoso mio spirito
e l'indomita mia anima;
perciò non deve meravigliare
il fatto che io per principio
non abbia in nessun caso voluto
sottomettermi a chicchessia,
né mi sono piegato a quegli ordini
che non condividevo per niente.

Tutta la mia vita, dunque,
anche se tra alti e bassi,
si è rivelata una lunga battaglia
sempre dura ed aspra;
naturalmente, l'ho voluta così
non per condurre a priori
la mia interminabile lotta
contro taluni fantasmi
del mio travagliato passato,
bensì contro una società
alquanto melensa e corrotta,
che spavaldamente faceva
della disonestà e dell'ingiustizia
i suoi detestabili vessilli.

Ma alla fine con orgoglio
posso decisamente affermare
che in nessun caso sono stato
costretto a soccombere;
né ho ripiegato qualche volta
su una soluzione di comodo,
onde evitare di essere messo
odiosamente alle corde
oppure fuori combattimento.

Così sono stato in grado,
in modo onorevole
e con molta soddisfazione
dell'animo e dello spirito,
a salvaguardare l'integrità
della mia retta coscienza
insignendomi perfino
del titolo di cavaliere
senza paura e senza macchia!